May 11, 2008
La deformazione è in sé: va oltre l’intenzione di tale o tal’altro personaggio. Produce una sorta di ipnosi: quella per cui la primaria fonte di informazione e conoscenza per milioni e milioni di italiani si muove esclusivamente su un palcoscenico (peraltro virtuale) piccolino picciò, minuscolo, abitato da pochissimi volti, una manciata di persone al massimo, una ghenga di pochi intimi… E poi c’è tutta la televisione che non c’è. Non c’è quasi niente del mondo, quasi quasi non ci sono nemmeno i film, quasi quasi non ci sono gli scrittori, quasi non ci sono musicisti (se non quelli delle bande che fanno le musichette di sottofondo e gli stacchetti), quasi non c’è l’innovazione, sicuramente non c’è la scuola (se non quando un bullo lancia un compagno dalla tromba delle scale riprendendolo col telefonino), non ci sono gli stranieri immigrati, non c’è la cultura… c’è solo una realtà molto angusta a rappresentare i miseri confini mentali dell’Italia di oggi.